IPERIDROSI
Il Prof. Raposio ha ideato e descritto per primo nel 1998 (nella rivista internazionale di riferimento Plastic and Reconstructive Surgery) la tecnica ad un solo accesso ora utilizzata nei principali Centri mondiali.

L’iperidrosi è una patologia caratterizzata da un’eccessiva sudorazione, non legata alla stagionalità (anche se tende a peggiorare in estate), alla temperatura ambientale ed all’esercizio fisico. Le ghiandole sudoripare sono eccessivamente reattive agli stimoli nervosi che ricevono dal sistema simpatico e questo porta ad una sovrapproduzione di sudore.

L’iperidrosi si distingue in una forma primaria, a eziologia sconosciuta e in una secondaria, conseguente ad alcune patologie come feocromocitoma, morbo di Hodgkin, tubercolosi, diabete.

Questa sudorazione eccessiva si concentra in particolar modo a livello del palmo delle mani e delle ascelle; spesso si ha il coinvolgimento della pianta dei piedi, in alcuni casi anche del volto.

Il problema dell’iperidrosi affligge circa il 3% della popolazione e insorge in genere con la pubertà o prima, proseguendo poi per tutta la vita. Il 49% dei Pazienti riporta una storia familiare positiva di iperidrosi primaria, in cui le zone maggiormente colpite sono le palmo-ascellari. Dal punto di vista psicologico, l’iperidrosi primaria ha ripercussioni molto negative nella quotidianità del Paziente e questo lo spinge a sottoporsi all’intervento.

Esiste un metodo pratico per visualizzare l’eccessiva sudorazione: si spargono di iodio le zone interessate e nel giro di qualche minuto queste si macchiano di scuro.

Uno dei primi interventi chirurgici, per il trattamento di tale patologia, fu l’asportazione di una losanga cutanea a livello ascellare, con annessa asportazione delle ghiandole sudoripare in anestesia locale. Questa procedura presentava due limiti considerevoli: residuavano cicatrici molto importanti, con una percentuale elevata di sovrainfezioni batteriche, e riduzione dei movimenti del braccio; in più è un intervento non attuabile a livello delle mani.

Si è tentata la via della liposuzione, sempre a livello ascellare, ma con risultati scarsi.

Recentemente è stato introdotto l’uso della tossina botulinica: si inietta a livello locale il prodotto che agisce impedendo la trasmissione nervosa tra i nervi e le ghiandole sudoripare: questo trattamento consente di ottenere risultati soddisfacenti, anche se limitati nel tempo (circa 10 mesi), ma solo per la regione ascellare. Le iniezioni di tossina botulinica a livello delle mani o dei piedi sono molto dolorose, possono dare dei problemi ai movimenti, e danno dei risultati perlopiù insoddisfacenti e di modesta durata (circa tre mesi).

L’unica reale terapia definitiva dell’iperidrosi è quella chirurgica, effettuata per via toracoscopica video-assistita, in quanto i gangli del sistema simpatico (gruppuscoli di cellule nervose adibiti all’innervazione e stimolazione delle ghiandole sudoripare a livello ascellare e palmare) interessati sono localizzati all’interno della cavità toracica.

La simpaticotomia per via toracoscopica è stata descritta per la prima volta nel 1943 ed è rimasta d’impiego sporadico fino all’introduzione della tecnica video-endoscopica nel 1980. 

In passato, questa tecnica richiedeva l’insufflazione di anidride carbonica e l’utilizzo di più accessi per lato (da tre a sei), causa di frequenti complicanze nel postoperatorio (ipotensione dovuta a spostamento del mediastino, enfisema sottocutaneo, lesioni a vasi e nervi costali).

La tecnica moderna, ad un solo accesso, descritta per la prima volta dal Prof. Raposio nel 1997 ed oggi utilizzata nei maggiori Centri internazionali, è basata sull’uso di un toracoscopio appositamente modificato, costituito da un trocar con una telecamera e una sonda per l’elettrocauterio, ed un solo accesso (mini-invasivo) per lato. Il Paziente viene sottoposto ad anestesia generale, e viene praticata un’incisione cutanea di 1 cm a livello del secondo spazio intercostale. Effettuata l’esclusione ventilatoria omolaterale, si inserisce il toracoscopio modificato e si cauterizzano i gangli interessati. Nella stessa seduta operatoria sono trattati sia il lato destro che sinistro del corpo; l’intervento completo dura circa trenta minuti.

Terminata la procedura si introduce un drenaggio toracico, rimosso poi due ore dopo. I risultati sono immediati e duraturi; il Paziente si risveglia con mani ed ascelle asciutte, e così sarà per sempre. Non sono necessarie medicazioni, terapie o controlli post-operatori. La qualità della vita, così come le relazioni sociali ed i rapporti interpersonali migliorano in maniera molto significativa. Nonostante non venga trattata l’iperidrosi plantare (piedi), in quanto i gangli deputati sono situati a livello lombare e si embricano con il plesso genitale (e quindi non possono essere sezionati), circa il 75% dei pazienti presenta una riduzione significativa della sudorazione anche in quest’area (pianta dei piedi) come riflesso dell’intervento. Quando l’intervento avviene nel pomeriggio, le dimissioni sono previste per la mattina del giorno dopo. Il Paziente poi può, dopo un paio di giorni di convalescenza, riprendere la vita normale, evitando però l’attività fisica pesante per due settimane e viaggi in aereo ed immersioni subacquee per un mese.

Ad oggi, il Prof. Raposio ha effettuato oltre 1500 simpaticotomie, risolvendo completamente il problema al 97% dei Pazienti trattati. Tra gli effetti collaterali dell’intervento, il più frequente è l’iperidrosi compensatoria, anche se nella maggior parte dei Pazienti questa risulta essere praticamente impercettibile. Con l’approccio descritto, la simpaticotomia dorsale selettiva per via toracoscopica video-assistita è un intervento sicuro e di ottima efficacia.

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